Introduzione- GB SCIRÈ DIARIO IN  PUBBLICO

GB SCIRÈ
DIARIO IN  PUBBLICO

Su di me (senza impegno)

Mountain bike!
La MTB, per me, non è solo una passione, uno svago o addirittura una malattia. È pura poesia. Vestirsi con casco, completino, guanti e scarpe da mtbiker, montare in sella, inforcare la bici, sollevare la gamba, agganciare gli scarpini ai pedali, e partire, è come un vero rituale poetico. Il sellino solido, le proporzioni esatte in altezza e lunghezza, il cambio perfettamente regolato, la catena tesa, gli pneumatici gonfiati duri o un po' più sgonfi, a seconda del tracciato, i freni reattivi, la forcella bloccata o meno, sono tutti elementi mitici di un RACCONTO che si scrive ogni qual volta si va in strada. È un po' come le parole, possono provocare adrenalina, emozione, assuefazione. È un po' come stringere un patto con la natura stessa: spingere la bici innanzi a sé per farsi condurre, dritti, alla felicità. O comunque a qualcosa che non sia molto distante da essa.
Creatore di traiettorie...
È un'esperienza unica, fatta di fatica, libertà, colori, consapevolezza e bellezza. La felicità di vedersi scorrere davanti, veloci, i paesaggi più diversi, passare dalla vetta fino al mare, in un crescendo di emozioni. Sentire pulsare il cuore verde dell'altopiano, ascoltare il respiro bianco della valle, lasciarsi ipnotizzare dal rumore blu del mare, sentirsi crollare addosso l'infinita esistenza gialla della sabbia nelle sue dune. In quell'aria creata dai movimenti, a volte ritmici e costanti, altre volte bruschi e scattanti, tutto appare diverso ogni momento, ignoto. È  come stare piantato al centro del mondo e della vita, soggetto creatore di mille traiettorie, le più diverse, sempre in mezzo alla strada, che sia d'asfalto o sterrata, in salita o in discesa, con tutto ciò che sta attorno ad essa: paesaggi, panorami, fatti, situazioni, voci, storie, persone, case, paesi, animali, fiumi, alberi, nuvole, tutto.
Da solo, di testa e di cuore...
Sulla sella, senza filtro, senza pensieri, con uno zaino sulle spalle e una borraccia tra le gambe, pronti ad aprirsi alla scoperta, all'avventura, all'imprevisto. Il manubrio come unica certezza, saldo tra le mani e le braccia, rigide ma elastiche. La sella come lo spartiacque tra l'inquietudine e la consapevolezza, mentre le ruote scorrono in mezzo pronte a rivelare novità e promesse. Si viaggia di testa e di cuore, di passione e razionalità, proprio come quando si ama e si vive. Tutto un insieme di cose, velocità e immediatezza, complessità e riflessione, divertimento e cultura, arte, storie e poesia, che non si può descrivere, in realtà, se non montando in sella per lasciarsi tutto alle spalle.
In amicizia...
Deve esserci qualcosa di magico e stimolante dalle parti della California, visto che le corse in mountain bike pare siano nate lì negli anni settanta, quando un gruppo di giovani amici modificarono le loro bici per arrampicarsi lungo le colline sterrate e lanciarsi attraverso quelle ripide discese fino a valle. Ricordo bene i giorni del mio ritorno a casa dopo anni di vita fuori. Ho girato in lungo e in largo la mia terra, con un gruppo di amici, come per ritrovare me stesso. Con un Scott Scale rosso fuoco, con il nero a contrasto. Telaio leggero ma importante, elastico e resistente. Gomme imponenti da 29 per macinare le salite.